Le origini di Nola secondo Ambrogio Leone

Nel descrivere la città di Nola, Ambrogio Leone apre il suo ragionamento partendo dalla geografia del territorio. Nola sorge in una fertile pianura campana, circondata da luoghi che ne definiscono la posizione: il Vesuvio, Avella, il fiume Clanio e le colline di Cicala e Visciano. Tuttavia, più che sulla sua collocazione geografica, l’autore si sofferma su una questione che da sempre affascina gli storici: quale fu la vera origine del popolo nolano?

Le fonti antiche, osserva Leone, non concordano tra loro. Alcuni autori considerano Nola una città romana, altri la ritengono di origine greca. Per questo egli passa in rassegna le testimonianze degli scrittori dell’antichità nel tentativo di ricostruire una genealogia credibile della città.

Anzitutto cita Tito Livio, che nelle sue opere definisce Nola una colonia romana. Livio ricorda infatti come la città partecipasse alle vicende militari e politiche di Roma, al pari delle altre colonie fedeli al popolo romano. Anche Plinio il Vecchio, nella Storia Naturale, inserisce Nola tra le colonie romane della Campania.

Ma Leone non si ferma a queste testimonianze. Egli richiama l’autorità di Strabone, secondo il quale le città campane ebbero in origine una fondazione greca e solo successivamente si mescolarono con altri popoli italici. Le usanze, l’educazione e perfino alcuni nomi conservati nel territorio costituirebbero, per Strabone, una prova evidente di questa eredità ellenica.

A sostegno della stessa tesi viene citato anche Silio Italico, che definisce Nola “calcidica”, cioè fondata da coloni provenienti da Calcide. Ancora più esplicito è Giustino, il quale annovera i Nolani tra i popoli derivati dai Calcidesi.

A questo punto Ambrogio Leone chiarisce un aspetto fondamentale: la Calcide cui si riferiscono gli autori antichi non è una città qualsiasi, ma la celebre Calcide, situata nell’isola greca di Eubea. Da questa città partirono numerose colonie dirette verso il Mediterraneo occidentale e l’Italia meridionale. Lo stesso Livio ricorda che i Cumani provenivano da Calcide d’Eubea e che, attraverso le loro spedizioni, fondarono diversi insediamenti in Campania.

Leone aggiunge poi una riflessione ancora più significativa. Citando il retore Libanio, ricorda che gli stessi Calcidesi erano a loro volta una colonia ateniese. Se dunque Nola derivava da Calcide, e Calcide da Atene, si può affermare che i Nolani fossero indirettamente anche di origine ateniese.

Da questa complessa ricostruzione emerge la conclusione dell’autore: la più antica origine di Nola è greca, calcidica e, in ultima analisi, ateniese. Solo in seguito, attraverso i contatti e la fusione con i Latini e con Roma, la città acquisì anche una dimensione romana. Nola sarebbe dunque il risultato dell’incontro tra due delle più prestigiose civiltà dell’antichità: quella greca e quella romana.

Ambrogio Leone conclude riconoscendo un limite delle fonti storiche: nessun autore antico ci ha tramandato il nome dei capi che guidarono la spedizione dei coloni fondatori, né di quelli greci né di quelli romani. Pertanto, sebbene sia possibile individuare le radici culturali e politiche della città, resta avvolta nel mistero l’identità concreta dei suoi primi fondatori.

In sintesi, per Ambrogio Leone Nola non nacque come città romana, ma come colonia greca di tradizione calcidese e ateniese; solo successivamente entrò nell’orbita di Roma, assumendo quel carattere misto greco-romano che ne segnò la storia e l’identità.